Cosa è successo qui
Il South Bridge fu inaugurato nel 1788 per scavalcare la valle del Cowgate. Le sue diciannove arcate furono chiuse e sormontate da edifici, e gli spazi interni affittati a calzolai, coltellinai, taverne e magazzini. Il ponte era costruito male e lasciava filtrare l'acqua, e nel giro di una trentina d'anni le attività se ne andarono.
Arrivarono i più poveri della città: famiglie, pensionanti e, dice la leggenda, distillerie clandestine di whisky e di peggio. Più avanti nell'Ottocento i sotterranei furono riempiti di macerie e abbandonati. Furono riscoperti negli anni Ottanta e aperti alle visite.
Le leggende
Le guide parlano di diversi spiriti residenti: «Mr Boots», una figura aggressiva con pesanti stivali che lancerebbe sassi e ordinerebbe ai visitatori di andarsene; «il Guardiano», un uomo d'ombra fermo in un angolo; e un bambino di nome Jack che prende i visitatori per mano.
I sotterranei sono legati anche a Burke e Hare, gli assassini che nel 1828 vendevano cadaveri alla scuola di anatomia di Edimburgo: alcune guide sostengono che cercassero le vittime tra chi viveva lì.
Realtà o leggenda?
Nel 2001 lo psicologo Richard Wiseman condusse uno studio nei sotterranei con centinaia di volontari, che riferirono più esperienze strane in alcune camere che in altre; secondo lui fattori come le correnti d'aria, il buio e le dimensioni della stanza ne spiegavano buona parte. La miseria dei sotterranei è storia; i fantasmi con un nome vengono da guide e visitatori, non dai documenti.
Come visitarlo
I sotterranei si visitano solo con tour guidati, proposti di giorno e di notte da diverse agenzie di Edimburgo, alcune specializzate in fantasmi.