Cosa è successo qui
Il vicolo prende il nome da Mary King, vedova di un mercante che vi abitava e commerciava negli anni Trenta del Seicento. Come il resto della città vecchia era stretto, alto e sovraffollato, con le famiglie che vivevano una sopra l'altra. Nel 1645 la peste colpì Edimburgo, e il vicolo è strettamente legato a quell'epidemia.
Nel 1753 iniziarono i lavori per il Royal Exchange, oggi City Chambers. I piani superiori del vicolo furono demoliti e le parti basse divennero le fondamenta dell'edificio, conservando la via sottostante. In alcune parti la gente continuò a vivere e lavorare fino all'Ottocento.
Le leggende
Il fantasma più noto è Annie, una bambina segnalata per la prima volta nel 1992 da una sensitiva giapponese in visita, Aiko Gibo, che disse di aver incontrato una bimba triste che aveva perso la bambola. I visitatori iniziarono a lasciarle bambole e giocattoli, e oggi «la stanza di Annie» ne è piena.
Altre storie parlano di una famiglia dell'epoca della peste, di un cane fantasma e di malati murati nel vicolo per fermare il contagio: il genere di racconto che cresce nel buio.
Realtà o leggenda?
Il vicolo e i suoi abitanti sono reali, e la storia di Annie risale a un'unica visita nel 1992. La leggenda degli appestati murati vivi non trova riscontro nei documenti, che mostrano una città impegnata a curare e isolare i malati.
Come visitarlo
The Real Mary King's Close organizza visite guidate tutti i giorni, con guide in costume che interpretano antichi abitanti. Prenota in anticipo d'estate e durante il Festival di Edimburgo.