Cosa è successo qui
La foresta è cresciuta su un campo di lava lasciato dalla grande eruzione Jōgan del Fuji nell'anno 864. Poiché la roccia è giovane e porosa, le radici si allargano in superficie invece di scendere in profondità, e il terreno è pieno di cavità e grotte laviche, tra cui la Grotta di ghiaccio di Narusawa e la Grotta del vento di Fugaku, entrambe visitabili.
La sua fama oscura è nata in epoca moderna, alimentata dal romanzo di Seichō Matsumoto Kuroi Jukai (Il mare nero di alberi), del 1960. In Giappone la foresta è associata anche al suicidio; autorità locali e volontari la pattugliano e lungo i sentieri hanno messo cartelli che invitano chi sta male a chiedere aiuto.
Le leggende
Il folklore colloca tra gli alberi gli yūrei, gli spiriti inquieti della tradizione giapponese, e alcuni raccontano dell'ubasute, la leggendaria usanza di abbandonare gli anziani in luoghi remoti nei periodi di carestia. I visitatori descrivono il silenzio come inquietante: il muschio spesso assorbe i suoni e pochi animali vivono nel cuore della foresta.
La storia più nota è tecnica: qui le bussole impazzirebbero per il ferro magnetico della roccia vulcanica, e chi lascia i sentieri non troverebbe più la via d'uscita.
Realtà o leggenda?
Ad Aokigahara le bussole funzionano normalmente; deviano solo se appoggiate direttamente su alcune rocce magnetiche. Gli storici trovano poche prove che l'ubasute fosse una pratica reale e non un racconto popolare. Il silenzio invece è reale, e lo è anche il rischio di perdersi fuori dai sentieri: per questo ai visitatori si chiede di non lasciarli.
Come visitarlo
Aokigahara fa parte del Parco nazionale Fuji-Hakone-Izu, con sentieri segnalati che collegano la Grotta del vento di Fugaku, la Grotta di ghiaccio di Narusawa e il lago Sai. Resta sui sentieri e tratta la foresta con rispetto.